Fake news e Blind news

Blind news, fake news e le notizie nascoste

Siamo inondati di Fake News, quelle notizie false messe in giro nel web (ma non solo) per gli scopi più vari. Il web, con i suoi blog, traboccano di notizie false o ingannevoli costruite ad arte. Tanto che incontriamo spesso non poche difficoltà a distinguere quelle che dicono il vero da quelle che falsificano la realtà.

Tutti ne parlano, ma sembra che pochi sanno come difendersi da quelle notizie che ormai stanno inquinando seriamente il nostro modo di essere onestamente aggiornati su cosa accade nel mondo. Tant’è che è sempre più difficile avere un quadro, seppure sommario degli avvenimenti di cronaca e non solo; bisogna districarsi in una selva di informazioni che ci bombardano costantemente su tutti i canali di informazione raccontandoci tutto ed il contrario di tutto.

Tuttavia, c’è una classe di notizie (di News, se preferisci), secondo me ancor più devastante; sono quelle che io amo definire Blind News, ovvero, quelle notizie cieche che, pur non tecnicamente false, nascondono qualche trabocchetto. Esse, pur raccontando il vero, lo fanno nascondendo aspetti importanti della informazione.

Cosa sono le Fake News

Fake News

Per coloro che inciampano per la prima volta in questa locuzione, oppure che non si sono riproposti di andare a fondo, direi che potrebbe essere utile fare un breve punto della situazione.

Così recita Wikipedia, in merito alle fake news:

Il termine inglese “fake news” indica articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici nel deliberato intento di disinformare o fare diffondere bufale attraverso i mezzi di informazione tradizionali o via internet, per mezzo dei media sociali.
Le notizie false sono scritte e pubblicate con l’intento di attrarre il lettore o indurlo in errore al fine di ottenere finanziariamente o politicamente – spesso con titoli sensazionalistici, esagerati o palesemente falsi – la sua attenzione.

E gli psicologi, cosa ne pensano? Per chi è interessato a cosa ne pensa la psicologia, questo articolo mi sembra molto illuminante, in proposito.

Tutto chiaro no? Mica tanto! Non siamo ancora riusciti a capire il reale motivo che c’è dietro a tutto questo. Non siamo riusciti a capire, chi glielo fa fare, ai diffusori di bufale, di investire il loro tempo, talvolta con grande sperpero di energie, a dannarsi l’anima per mettere in giro bufale.

Ma andiamo per gradi e cerchiamo capire meglio questo fenomeno.

Perché le Fake News

Innanzi tutto, per comprendere bene i motivi che stanno all’origine della esigenza di creare le fake news, credo possa esserti utile dare una sbirciatina al mio precedente articolo La politica e i Social Networks, dove mi auguro che troverai interessante il capitolo sul Problema dell’Informazione e il Clickbait.

In buona sostanza, i divulgatori di fake news non lo fa tanto per divertirsi (si d’accordo c’è anche chi lo fa per divertimento), ma lo fa scientificamente e con  scopi ben precisi. Di solito si tratta di:

  • Fare soldi con la pubblicità – Catturando più visitatori possibile sul proprio sito web, o blog.
  • Guadagnare più consenso – Denigrando i propri avversari (in genere, politici) ed enfatizzando il proprio operato.
  • Vendere meglio – Facendo apparire il proprio prodotto migliore di ciò che in realtà è.
  • Tutti i punti precedenti, con mille sfumature diverse.
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Insomma, c’è almeno qualche milione di motivi per cui si producono fake news, ma per il momento mi soffermerei su questi pochi semplici punti (che per altro sono i più comuni, almeno dalle nostre parti).

Ma quelle che mi preoccupano di più sono quelle che personalmente preferisco definire Blind News, perché sono quelle che più di altre sono in grado di portarci sulla cattiva strada.

Blind News, Cosa sono

Blind News

Come abbiamo appena visto, le fake news hanno uno scopo ben preciso e diretto. Ma mentre esse possono essere più o meno facili da smascherare (basta qualche analisi sulle fonti), le blind news, sono molto più astute e subdole.

Le blind news sono quelle notizie che notizie che raccontano un fatto o un evento veritiero, forniscono solo una parte dell’informazione; nascondendo al contempo, molte informazioni preziose per la completa descrizione dell’argomento trattato.

Quindi,se le prime, come detto, sono false e possono essere in qualche modo smascherate, le blind news sono sicuramente più difficili da individuare. In primis perché solitamente poggiano su una notizia indiscutibilmente vera, in secondo luogo perché fanno leva su meccanismi psicologici particolari, nei confronti dei quali si troviamo totalmente indifesi.

Ebbene; secondo me, le cosiddette blind news, in virtù del loro carattere fuorviante, si posizionano ad un livello superiore.

Come funzionano le Blind News

Per poter funzionare bene, una blind news deve necessariamente essere una notizia vera e verificabile; in pratica, andando ad analizzare le fonti, deve rimanere aderente alla realtà. Niente bugie all’apparenza, ma il tranello è ben nascosto all’interno della notizia stessa.

In altre parole, le blind news, fanno leva su alcuni meccanismi psicologici che tendono a farci ragionare sulla parte evidente della notizia, in qualche modo inibendo il meccanismo di critica.

Facciamo un esempio

Per capire un po meglio cosa sono le blind news, cercherò di fare un esempio con qualche notizia molto in voga in rete, di questi tempi:

[…] Perché se aumentano i lavoratori stranieri, in un paese migliora anche l’economia di quel paese. Il caso della previdenza in Italia: più di 600mila connazionali ricevono la pensione grazie ai migranti

Ovviamente questo, ci tengo a sottolinearlo, è solo un esempio, anche se veritiero, di blind news; per altro di quelli facili da smascherare. Anzi, è già stato smascherato da moltissimi post nei vari blog, qua e là in rete.

Ma credo che valga la pena di parlarne comunque per cercare di capire bene il funzionamento delle blind news.

Dalla notizia, la prima cosa che appare evidente è che dovremmo favorire l’immigrazione, affinché qualcuno paghi le pensioni future. Poniamoci qualche domanda; poi, con l’aiuto di qualche grafico e un po’ di dati raccolti su fonti certificabili, cerchiamo di fare un breve ragionamento logico.

Popolazione italiana 2015

By Martombo (Own work) [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons

Il freddo grafico mostrato qui sopra, pubblicato in origine dal ISTAT, è stato preso da Wikipedia ed illustra la «Piramide delle età, ISTAT 2015». Il grafico è si freddo si, ma se lo osserviamo in dettaglio, si possono leggere molte più informazioni di quanto, a prima, vista possa apparire. Soprattutto, ci sarà di grande utilità per indagare meglio su questa specifica blind news.

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Cerchiamo di capire bene…

Nella fattispecie, senza considerare lo spinoso argomento relativo alla «aspettativa di Vita», dal grafico si può vedere che il picco di maschi e femmine italiani è attestato intorno a 40-49 anni. Ciò significa che questi signori e queste signore andranno in pensione dopo poco più di 20 anni e quelle pensioni saranno pagate da quelli che oggi hanno 20-99 anni, i quali fra 20 anni ne avranno a loro volta 40-49.

Ma è un fatto che la popolazione odierna di individui di 20-29 anni, sono in numero decisamente inferiore ai di quelli di 40-49 anni (di oggi). Ciò si traduce nel fatto che, fra 20 anni, ci sarà sicuramente meno forza-lavoro italiana che possa pagare la pensione a tutti gli individui che in quel momento avranno diritto alla pensione.

Un dato importante, riguarda poi la popolazione degli stranieri attuale (cioè al 2015, di colore più scuro). Nel grafico si può notare che il picco è attestato  intorno all’età di 30-39 anni (circa 10 anni in meno degli Italiani). Che significa? Presto detto. Tra 20 anni questi stranieri, avranno un’età di 50-59 anni e saranno comunque in numero non sufficiente (anche se sommati agli Italiani) a pagare le pensioni necessarie in quel momento. Tuttavia, questi (sempre che sopravvivano, restino in Italia e continuino a lavorare) si staranno avvicinando alla pensione anch’essi; che qualcuno dovrà poi pagare; non dimentichiamolo.

Il problema è ben più vasto

Per farla breve: sembra essere un gioco al massacro! È vero che se ci fossero più stranieri (o più nascite) oggi, domani potremo avere qualcuno che ci pagherà la pensione. Ma non possiamo non renderci conto che esistono limiti fisiologici al problema: la popolazione dovrebbe crescere sempre di più e più in fretta! Dovrebbe crescere indefinitamente! Il ché introduce problemi di altra natura, la cui vastità e profondità, non può essere approfondita qui, ma che mi ripropongo di affrontare presto.

Un gioco al massacro, dunque, nel quale l’attuale classe politica Italiana evita di farsi carico di una programmazione sana, saggia, strutturale e soprattutto a lungo termine, del problema.

Blind News, come difenderci

Cominciamo col dire che si può difendere dalle blind news, solo colui che «vuole difendersi».

Mi spiego meglio: Fintanto che ci saranno persone che leggono le notizie in modo superficiale e senza accendere il proprio dispositivo di critica, i Signori delle blind news continueranno a trarne notevole indebito vantaggio (e non solo economico) a danno di tutti e soprattutto della qualità dell’informazione.

Abbiamo visto dall’esempio che c’è molto di più, di quello che la notizia originale voleva mostrare. Qualcosa che solo ponendoci noi stessi delle domande di approfondimento, abbiamo potuto far emergere.

Semplici metodi di difesa

Capisco che molto spesso si ha la necessità di capire “al volo” cosa succede nel mondo, sfogliando di fretta questo o quel quotidiano (che sia cartaceo o nel web).

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Il punto è che essendo stati, nostro malgrado, “forgiati” nel tempo dai Signori delle News, attraverso un bombardamento a tappeto di notizie a getto continuo di ogni genere, abbiamo smarrito il nostro senso critico. Mi riferisco a quello con il quale Madre Natura ha equipaggiato ogni animale, per renderlo sospettoso e critico nei confronti di tutti gli individui estranei alla ristretta cerchia familiare. Insomma, ci “beviamo” (senza filtri) qualsiasi cosa ci propongano gli autori delle news, pur essendo degli emeriti sconosciuti.

Ci stiamo quindi in qualche modo assuefacendo all’informazione preconfezionata, tanto che sembra ci si sia atrofizzata la ghiandola (virtuale) della critica. Non funziona più. Non abbiamo più nessun organo capace di produrre il prezioso ormone che ci rende sospettosi e critici quando siamo al cospetto di sua maestà “la notizia”.

Credo, però, che poche semplici regole possono essere un buon metodo che ci può aiutare a districarci nel ginepraio delle blind news.

  • La fonte della notizia. Che sia il web o un giornale di carta, vale sempre la pena di chiedersi chi è che ci sta propinando la notizia. Troppo spesso chi pubblica ha l’implicito o esplicito tornaconto a pubblicare quella notizia proprio in quel  modo. Cerchiamo di comprenderne i motivi.
  • Gli aspetti nascosti. Spesso le notizie sono necessariamente brevi, per motivi di spazio editoriale. Cerchiamo sempre di capire le cose non dette, piuttosto che quelle palesi (che spesso sono anche superflue).
  • Il contesto. Una notizia di Gossip è strutturalmente diversa da una news su un terremoto o sulla possibilità di una Imminente Guerra Mondiale. Cerchiamo di inquadrarla nel giusto contesto; le domande che ci dovremmo porre, verranno da sole.

Conclusioni

Le notizie, quelle che cerchiamo ogni giorno per dissetare la nostra innata (ma falsa) necessità di “essere costantemente aggiornati”, sono spesso manipolate ed addomesticate secondo la necessità di chi le divulga. Tuttavia, il mio personale suggerimento è quello di seguire le citate regole minimali citate nei metodi di difesa, più sopra. Oltre ovviamente a tenere all’erta neuroni e sinapsi.

In definitiva, Che si tratti di fake news o di blind news, sembra proprio che il mondo dell’informazione stia prendendo una deriva alquanto discutibile. Chissà se noi, fruitori finali delle news di cui sopra, saremo mai capaci di fare in modo che l’informazione sia davvero al servizio del lettore; e non viceversa.

Precisazioni

Rileggendo l’articolo mi sono accorto che ho parlato di stranieri e/o extracomunitari in genere, lasciando una connotazione generica a questi termini. A tale proposito, mi corre l’obbligo di fare almeno una precisazione per coloro che, sigillati nel loro cieco Politically Correct, mi hanno criticato, prima ancora della pubblicazione di questo articolo.

I miei riferimenti agli stranieri e/o extracomunitari è puramente neutro e privo di ogni tipo di discriminazione. Ad avvalorare di più questa affermazione, ti basti sapere che ho moltissimi amici stranieri ed extracomunitari; personalmente non li considero “diversi”. In questa accezione, diciamo che potrei considerare più “diverso” l’inquilino del piano di sopra con il quale ho scambiato in tutto 20 o 30 parole negli ultimi anni. Ho girato troppo il mondo e conosciuto troppa gente, per considerare qualcuno “diverso” .

 

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